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Cura delle Orchidee

orchidea2016Le orchidee sono piante affascinanti per la loro provenienza e per le bellissime infiorescenze. Fino a qualche decennio fa la loro coltivazione era riservata ad una élite: era infatti quasi sempre necessario possedere delle serre o ambienti dove si potessero mantenere alte temperatura e umidità.

Nel tempo però si sono diffuse anche varietà provenienti da ambienti più freddi, più adattabili alle condizioni di vita europee. Inoltre i ricercatori hanno creato nuovi ibridi, meno delicati e più facilmente riproducibili. Oggi sono piante più popolari, meno costose e più diffuse nelle case e nei giardini di tutti.

Il nome “orchidea” deriva dal latino e significa “testicolo” in riferimento ad alcuni tubercoli presenti alla base di delle specie terricole endemiche del nostro paese.

Le orchidee sono delle piante originarie di climi totalmente differenti dal nostro, che solitamente vivono in climi tropicali dove le temperature sono sempre elevate e l’umidità è alta. La coltivazione in Italia è possibile ma solo tenendo queste piante in appartamento durante i mesi più freddi. Le temperature minime di crescita per le orchidee infatti devono essere di almeno 18-20 °C e per questo vanno tenute al caldo durante i mesi invernali. Le orchidee sono anche delle piante esigenti per quel che riguarda l’umidità e per curarle al meglio dovremo ricordarci di mantenere un’elevata umidità intorno alla pianta con frequenti vaporizzazioni delle foglie e del fusto. Un altro fattore importante per queste piante è la luce poichè si tratta di piante che hanno bisogno di luce ma mai di luce diretta e preferiscono luce diffusa.

Le specie da appartamento

Phalaenopsis e dendrobium sono le specie più diffuse, ma anche in un piccolo vivaio possiamo trovare molte specie di orchidea di origine tropicale, decisamente poco adatte ad essere coltivate in giardino. Ogni specie ha evidentemente esigenze diverse, e se siamo degli appassionati di questi magnifici fiori impareremo presto ad informarci ogni volta che un nuovo esemplare trova posto nella nostra collezione. Nel caso vogliate coltivare molte orchidee tropicali è il caso che vi dotiate di un terrario o di una piccola serra, in cui mantenere umidità e temperature idonee alla crescita di queste splendide piante.

Se invece volete solo coltivare una o due orchidee come piante da appartamento il consiglio è sicuramente quello di dedicarsi appunto alle phalaenopsis, che tra le varie specie sembrano quelle che più si adattano al clima presente in casa. Anche i dendrobium, le cattleye e le cambrie possono essere coltivate in appartamento, spesso con ripetute fioriture e buoni successi di coltivazione.La luce per le orchidee

Anche se ogni specie di orchidea ha necessità specifiche, che dipendono dal luogo di origine delle specie presenti in natura, possiamo indicare delle regole generali per le piante che vengono consigliate come specie da appartamento.

Uno degli elementi fondamentali è la luce; infatti la gran parte delle orchidee tropicali vive in luoghi ben 

luminosi, ma difficilmente riceve i raggi diretti del sole; l’ideale è posizionarle vicino ad una finestra, ma lontano da fonti di calore o da spifferi; quindi si consiglia di tenere i vasi delle orchidee nelle zone più luminose della casa, in modo che possano godere di una buona quantità di luce senza però venire scottate dai raggi solari diretti; soprattutto durante i mesi estivi ripariamo le piante dal sole diretto, e se le spostiamo all’aperto ricordiamo di ripararle, soprattutto durante le ore più calde della giornata.

Evitiamo in ogni caso di posizionare la nostra orchidea in luogo buio o scuro, perchè qeusto porterebbe la pianta a non produrre fiori e a sviluppare in modo scarso o nullo le radici ed il fogliame.

L’acqua

La gran parte delle orchidee coltivabili in appartamento sono di origine tropicale, quindi sono adattate al clima caldo e umido dei tropici, con precipitazioni frequenti e di lieve entità e sbalzi termici quasi assenti. Quindi prediligono un clima di coltivazione tiepido, con temperature medie di circa 20-25°C, per tutto l’arco dell’anno. Le annaffiature devono essere molto frequenti, ma evitando di inzuppare il substrato: ogni 3-5 giorni inumidiamo il terreno con acqua demineralizzata a temperatura ambiente.

La parola d’ordine è alta umidità ambientale; questo tipo di umidità non viene data soltanto dalle annaffiature, ma dipende dalla quantità di acqua presente nell’ambiente; per un coretto sviluppo delle orchidee e per favorire la fioritura l’umidità ambientale deve essere abbastanza elevata; per ottenere una buona umidità ambientale è consigliabile vaporizzare spesso le foglie delle orchidee, utilizzando dell’acqua demineralizzata.

Un altro valido metodo per aumentare la quantità d’acqua dispersa nell’aria consiste nel posizionare i vasi di orchidee in un vassoio riempito con ciottoli o argilla espansa; manterremo sempre il vassoio colmo di acqua, fino ad almeno mezzo centimetro dal vaso delle orchidee, in modo da non bagnarne il terriccio; in questo modo l’acqua nel vassoio evaporando manterrà elevata l’umidità ambientale.

Concime e terreno

Buona parte delle orchidee tropicali sono epifite, ovvero non affondano le loro radici nel terreno, ma vivono tra le intersezioni dei rami di alti alberi, o tra le rocce, dove si depositano materiali decomposti o in decomposizione; quindi prediligono terreni molto soffici e incoerenti; in vivaio si imita questo tipo di substrato mescolando dei pezzetti di corteccia con della torba o dello sfagno, pezzi di fibra di cocco, o addirittura polistirolo. In genere le orchidee non vengono rinvasate regolarmente, ma le si sposta in un contenitore più grande solo quando le radici fuoriescono copiosamente; oppure si dividono i cespi per porli in vasi diversi ed ottenere così due esemplari della stessa pianta.

Fonte: Giardinaggio.it