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Cura Piante Carnivore

carnivore1Uniche e peculiari nel regno vegetale, le piante carnivore hanno forme curiose, fioriture strane e, naturalmente, un particolarissimo regime alimentare. Anche se le diverse specie hanno richieste variabili in termini di esposizione, umidità e terreno, la maggior parte degli esemplari che possiamo provare a tenere in casa condividono alcune caratteristiche comuni. Vediamole insieme.

Acqua

Richiedono acqua dolce povera di minerali, come acqua piovana non contaminata da smog. È importante raccogliere l’acqua in contenitori di plastica e non metallici. Le comuni acque imbottigliate sono da evitare: contengono minerali, in particolare sali di calcio, che provocano la morte della pianta. L’acqua distillata rappresenta la soluzione ottimale; nel caso di una collezione numerosa, può essere vantaggioso installare un impianto per ottenere acqua deionizzata per osmosi inversa.

Umidità

In natura queste piante vivono in situazioni paludose o in ambienti tropicali e necessitano quindi di elevata umidità, che si può ottenere raggruppando vari esemplari in un sottovaso e irrigando in modo da mantenere due dita d’acqua alla base. Versare l’acqua nella sottocassetta e mai sul vaso o sulla pianta. Molte specie apprezzano una leggera vaporizzazione, ma non direttamente sul fogliame. Le piccole specie (Dionaea e alcune Nepenthes) crescono bene in ampi terrari o vasi di vetro.

Luce

Richiedono un ambiente soleggiato (almeno 12 ore di luce) a cui rispondono sintetizzando pigmenti rossi e viola che le rendono spettacolari. A eccezione delle Nepenthes, che preferiscono luminosità diffusa, molte altre, come le Sarracenia, amano la luce diretta. Per alcune è necessario ricreare artificialmente una buona luce d’inverno.

Temperatura

Le carnivore dei climi temperati, sebbene non sopportino il forte gelo, possono essere poste all’esterno per la maggior parte dell’anno. D’inverno vanno tenute in un posto freddo, con temperature attorno a 2-5 °C, in modo che entrino in dormienza fino alla primavera successiva, altrimenti cresceranno stentate e indebolite. Fanno eccezione le Nepenthes, che essendo tropicali, richiedono una temperatura da 20 a 30 °C per sopravvivere.

Terriccio

Deve essere povero di nutrienti. Apprezzano un misto composto da tre parti di torba acida (pH non superiore a 5) e povera di azoto ottenuta dalla decomposizione di un particolare muschio che accompagna le carnivore allo stato brado (lo sfagno) e una parte di sabbia orticola o perlite. Le Nepenthes crescono bene nel terriccio da orchidee o in un substrato di sfagno puro. Per alcune specie, come Sarraceniacee, è consigliata l’aggiunta del 10% di vermiculite, reperibile nei consorzi o centri specializzati, oppure il ghiaino di quarzo usato per gli acquari.

Rinvaso

Si effettua a fine inverno (generalmente a febbraio), ma non è un processo regolare. Le condizioni dell’esemplare vanno valutate individualmente per determinare se un contenitore più ampio sia necessario, viste le modiche dimensioni del pane radicale. Il vaso nuovo dovrà essere solo leggermente più grande e in plastica, che evita la formazione di organismi nemici come muffe, funghi o le alghe.

Fonte: Giardinaggio.it

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