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Peperoncino e Coltivazione…

storiaAppartenente al genere Capsicum come i peperoni, il peperoncino piccante è coltivato dall’uomo almeno da cinquemila anni. Testimonianze archeologiche in tutta l’America centro-meridionale ne certificano l’uso diffuso, era praticamente l’unica spezia impiegata dalle civiltà precolombiane.

Approda in occidente col ritorno di Colombo e, a differenza di altre solanacee arrivate dal nuovo mondo, in poco tempo viene coltivato e usato dalle classi meno abbienti, grazie alla sua facile acclimatazione nel Sud Europa e al costo spesso eccessivo delle altre spezie. Nel tempo la sua coltivazione si è estesa in Africa e in tutte le zone tropicali e temperate dell’Asia.

La sua rapida e larga diffusione ha portato alla selezione di numerosissime varietà dai molteplici gusti e colori, dalle forme più strane e dalle piccantezze diaboliche. Anche il vostro Balcon-Orto, se ben soleggiato, potrà accogliere gran parte dei peperoncini coltivati nel mondo.

Terra e vasi

Il peperoncino predilige terreni soffici, sciolti e leggermente acidi, mentre teme i ristagni d’acqua, evitate quindi i substrati argillosi. Ammendate il terriccio con argilla espansa, agriperlite e anche un po’ di sabbia di fiume, fino ad avere 1/3 del substrato costituito da materiale drenante.

Con un ulteriore strato basale di argilla espansa, scongiurerete i temuti ristagni d’acqua. Non usate i sottovasi! Mai!

Per quanto riguarda le concimazioni, non è necessario abbondare con l’azotato, il peperoncino predilige fosforo, calcio e potassio, la cornunghia naturale è l’ideale.

E’ preferibile scegliere i vasi in terracotta, regolatevi con le dimensioni considerando che per una sola pianta è necessario un vaso con diametro minimo di 25 cm e profondità 30 cm.

Tutte le cinque varietà più comuni si adattano bene alla coltivazione sul Balconorto. I Capsicum annum, che comprendono anche i peperoni dolci, sono i più comuni, per esempio vi appartiene il Cayenna. Sono più veloci da far germinare e meno suscettibili ai freddi notturni di primavera. Più sensibili alle basse temperature e un po’più difficili da coltivare a certe latitudini sono i Capsicum chinense, come il famoso Habanero, nativi delle foreste del Sud America.

La temperatura ottimale per la germinazione del peperoncino si aggira tra i 25 °C e i 28 °C giorno e notte, con essa i semi sbucano dal terreno in una settimana, impiegano invece almeno 20 giorni con 20 °C, se fa più freddo i tempi si allungano di molto col rischio che i semi marciscano.

Per chi vive in climi freschi e temperati è obbligatorio iniziare la coltivazione indoor sotto neon o lampade CFL(ottimali quelle a 6500 K) per poter avere a disposizione piante già sviluppate da mettere al sole appena il clima lo consente e la temperatura minima non scende più sotto 15 °C.

Esistono varietà originarie delle zone Andine che resistono, anche se per pochi giorni, a temperature vicine allo zero, per esempio il peruviano Goat’s Weed. Queste sono piante che possono diventare anche perenni nei nostri Balconorti: tenetele in casa nei mesi invernali, le potrete propagare per talea, tagliando rametti non legnosi di 10 cm e facendoli radicare guadagnerete tempo prezioso per l’estate che verrà.

Per la semina del peperoncino scegliete i giorni di luna crescente.

Coltivazione

Quando le piantine avranno 6 foglie vere ben formate e la temperatura minima notturna si sarà stabilizzata sopra i 15 °C, potrete rinvasare i vostri peperoncini, se seminati in semenzaio indoor, e scegliere per loro un posto soleggiato nel vostro Balconorto.

Per tutto il periodo di coltivazione servirà annaffiare costantemente e solo quando i frutti inizieranno a maturare potrete razionare l’acqua fino a lasciar appassire un po’ le foglie prima della raccolta: così aumenterete lapiccantezza dei frutti.

Per sfruttare tutto lo spazio del Balconorto potete potare i rametti laterali più bassi ordinando le piante a forma di Y e obbligando i vostri peperoncini a mantenere un portamento eretto usando tutori e sostegni. Se le piante sono troppo alte, le potete cimare, per farle sviluppare meglio e far fruttificare i rami laterali prossimi all’apice del fusto.

Dopo circa un mese dal trapianto appariranno i primi fiorellini che a breve lasceranno il posto ai frutti. La temperatura, elevata fino ai 35 °C può aiutare l’allegagione, fate però attenzione a temperature superiori, soprattutto se accompagnate da siccità, le piante potrebbero soffrire troppo e perdere i giovani frutti.

Tempi di raccolta

In genere da metà estate in poi i vostri peperoncini da verdi inizieranno a virare di colore, esistono varietà che passano dal nero fino al rosso vivo quando maturi, altre che assumono tonalità viola o sfumature di giallo. Se coltivati in zone calde, la maturazione proseguirà fino a inverno inoltrato. Capirete che sono pronti per la raccolta dall’intensità del colore con cui chiudono il loro ciclo: un Habanero rosso sarà maturo al punto giusto quando il suo frutto sarà interamente rosso fuoco. Usate guanti e forbici per raccogliere i frutti maturi, attenzione a non toccarvi gli occhi! La capsicina che contengono e che li rende cosi particolari vi potrebbe sorprendere e far piangere!

Amici e nemici

Il peperoncino si sviluppa in altezza lasciando libera la superficie di terra del suo vaso, quindi spazio disponibileper lattughe estive e piantine in crescita di cavolo e finocchio per l’inverno. L’achillea, il tagete, l’aneto e la veronica richiamano la coccinella, predatore naturale degli acerrimi nemici del peperoncino, gli afidi, che bivaccano tra le sue foglie; insetti che si possono combattere anche con il macerato del frutto del peperoncino stesso insieme a quello d’ortica e d’aglio.

Altri insetti amanti del peperoncino sono la nottua, che si combatte con infusi di timo, salvia o piretro o eliminandola fisicamente, e la mosca bianca, da contrastare col sapone di Marsiglia sciolto in acqua.

Altre malattie causate da funghi e batteri derivano dal cattivo mantenimento del substrato o dalla mancanza del tanto amato sole, il marciume apicale colpisce le varietà dai frutti più grossi dalle forme allungate si manifesta in caso di annaffiature sbagliate e con la carenza di calcio nel terreno, si scongiurerà la necrosi usando preventivamente come fertilizzante la cornunghia naturale.